Trama di Questa sera si recita a soggetto
La serata comincia con un apparente incidente: il pubblico sente rumori dietro il sipario ancora chiuso, e a presentarsi in sala è il dottor Hinkfuss, il regista. Annuncia che quella sera non si reciterà un copione scritto: gli attori improvviseranno, 'a soggetto', partendo da una novella di Pirandello. Lui, il regista, sarà il vero creatore dello spettacolo.
La storia scelta è ambientata in una città dell'interno della Sicilia. Al centro c'è la famiglia La Croce: il padre Palmiro, uomo mite soprannominato Sampognetta per il suo fischiettare, la moglie Ignazia, energica e anticonformista, e quattro figlie, tra cui Mommina, la maggiore, dalla bella voce. La casa è frequentata da giovani ufficiali, e questa libertà scandalizza il paese.
Tra gli ospiti c'è Rico Verri, ufficiale di complemento, cupo e possessivo, innamorato di Mommina. Già durante le prime scene la gelosia di Verri e i pettegolezzi del paese lasciano intuire che la vicenda non avrà toni leggeri, nonostante le feste, le serate a teatro e le canzoni in casa La Croce.
Mentre la storia procede, Hinkfuss continua a interrompere, a sistemare luci e quadri scenici, a imporre effetti spettacolari. Gli attori, sempre più immersi nei ruoli, trovano insopportabile essere trattati come marionette. Dopo che Sampognetta rientra a casa ferito a morte da una rissa, la tensione esplode: la compagnia caccia il regista dal palcoscenico e decide di andare avanti da sola.
Senza più la guida del regista, gli attori recitano l'ultima parte della storia con un'intensità sempre più reale. Mommina ha sposato Verri, che, tormentato dalla gelosia per il passato di lei, la tiene rinchiusa in casa. Quando viene a sapere che la sorella Totina canterà in città nel Trovatore, Mommina, che non potrà mai andare a teatro, decide di cantare l'opera alle sue bambine.
Il finale fonde definitivamente teatro e vita: l'attrice che interpreta Mommina vive il dolore del personaggio fino a crollare davvero. Hinkfuss ricompare e tira le sue conclusioni, rivendicando il ruolo del regista, mentre il pubblico resta con una domanda aperta su che cosa sia davvero la verità della scena.
I personaggi
- Il dottor Hinkfuss
- Il regista, sicuro di sé fino alla presunzione. Considera gli attori strumenti al servizio della sua visione e ama gli effetti scenici più della storia.
- Mommina
- La figlia maggiore dei La Croce, dotata di una bella voce. Sposata al geloso Verri, diventa il cuore tragico del dramma.
- Rico Verri
- Giovane ufficiale innamorato di Mommina, ossessionato dalla gelosia e dall'onore. Rappresenta la mentalità chiusa che soffoca la libertà della famiglia.
- Palmiro La Croce, detto Sampognetta
- Il padre, ingegnere mite e distratto, chiamato Sampognetta perché fischietta di continuo. Più a suo agio nei locali notturni che in casa, con la sua morte segna la svolta della storia.
- La signora Ignazia
- La madre, napoletana, detta in paese la Generala: vivace, polemica, fiera di una libertà di costumi che la città siciliana non le perdona.
- Totina, Dorina e Nenè
- Le altre figlie dei La Croce, allegre e civettuole, protagoniste delle serate con gli ufficiali.
- Gli ufficiali (Pomàrici, Sarelli, Nardi e altri)
- I giovani che frequentano casa La Croce, tra divertimento e scandalo.
- Gli attori
- Pirandello li fa comparire anche come se stessi: interpreti che litigano con il regista, escono dai ruoli e rivendicano il diritto di vivere i personaggi.
I temi
Il teatro nel teatro
Il vero soggetto dell'opera è il teatro stesso: come nasce uno spettacolo, chi ne è l'autore, dove finisce la finzione. Pirandello mostra al pubblico le prove, i litigi e i meccanismi che di solito restano dietro le quinte.
Regista contro attori
Negli anni in cui la figura del regista stava diventando centrale in Europa, Pirandello mette in scena un regista despota e lo fa sconfiggere dagli attori. Il testo si chiede se lo spettacolo appartenga a chi lo organizza o a chi gli presta voce, corpo ed emozioni.
Vita e forma
Per Pirandello la vita è un flusso continuo che le forme fisse tendono a imprigionare. Il copione, le regole della regia, ma anche le convenzioni sociali del paese siciliano sono forme che soffocano: gli attori e Mommina, in modi diversi, ne pagano il prezzo.
Gelosia e prigionia femminile
La vicenda di Mommina, chiusa in casa da un marito geloso, è un ritratto durissimo della condizione femminile in una società provinciale. La musica e la memoria diventano l'unica forma di libertà rimasta.

Come l'abbiamo messa in scena
Nella stagione 2016/2017 uno dei gruppi universitari della Compagnia Ruzzante si è misurato con Pirandello. Nella nostra versione a salire sul palco era una compagnia teatrale di studenti universitari con un progetto ambizioso: mettere in scena una novella di Pirandello improvvisando completamente durante lo spettacolo. La storia scelta raccontava un piccolo paese dalla mentalità chiusa, una famiglia che rifiuta di adeguarsi, un padre ridotto in miseria da una sciocca superstizione e un amore minacciato dalla gelosia. Fin da subito, però, cominciavano i problemi: il regista, fissato con effetti scenici, luci e scenografia 'artistica', si scontrava con attori che volevano far vivere i propri personaggi e non rassegnarsi a fare le marionette, in una sfida all'ultima battuta piena di colpi di scena.
Regia: Riccardo Martina, Silvia Gualtieri e Andrea Stefani
La scheda dello spettacoloConsigli per metterla in scena
- 1Usate tutto lo spazio: Pirandello prevede interventi dalla platea, attori che entrano dalla sala e scene nel foyer. Anche in un teatro piccolo, rompere la quarta parete è la chiave dello spettacolo.
- 2Chiarite fin dalle prove i due livelli di recitazione, l'attore che si ribella e il personaggio che vive la storia. Il pubblico deve sempre capire in quale livello si trova, anche quando i confini si confondono.
- 3Il cast è numeroso e flessibile: ci sono ruoli corali per chi è alle prime armi e parti intense per gli attori più esperti. È un testo ideale per un gruppo universitario ampio.
- 4Curate le musiche: le canzoni in casa La Croce e l'aria del Trovatore sono momenti emotivi fondamentali, anche con una semplice registrazione o una voce dal vivo.
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CandidatiDomande frequenti
Chi ha scritto Questa sera si recita a soggetto?
Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934. Il dramma è del 1930 e chiude la sua trilogia del teatro nel teatro.
Da quale novella è tratto Questa sera si recita a soggetto?
Dalla novella Leonora, addio!, pubblicata nel 1910 e poi inserita nelle Novelle per un anno. Nel dramma la novella diventa la storia che gli attori devono improvvisare.
Chi è il dottor Hinkfuss?
È il regista dello spettacolo nello spettacolo: pretende di controllare tutto e di trattare gli attori come strumenti, finché questi lo cacciano dal palcoscenico.
Quali sono le opere della trilogia del teatro nel teatro?
Sei personaggi in cerca d'autore (1921), Ciascuno a suo modo (1924) e Questa sera si recita a soggetto (1930).
Come finisce Questa sera si recita a soggetto?
Nell'ultima parte gli attori recitano da soli la storia di Mommina, rinchiusa in casa dal marito geloso, e l'attrice che la interpreta vive il dolore del personaggio fino a crollare. Il confine tra finzione e realtà si annulla.
Fonti
- https://it.wikipedia.org/wiki/Questa_sera_si_recita_a_soggetto
- https://it.wikipedia.org/wiki/Leonora,_addio!
- Luigi Pirandello, Maschere nude; Novelle per un anno
- Archivio Compagnia Ruzzante: ruzzante.eu/la-stagione/produzioni/questa-sera-si-recita-a-soggetto/ e pagina Produzioni (stagione 2016/2017) (Wayback Machine)


