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La Compagnia Ruzzante oggi è Alchèmia
Compagnia Teatrale Beolco Ruzzante

Il visitatore di Éric-Emmanuel Schmitt

Commedia drammatica filosofica, 1993

Il visitatore (Le Visiteur) è una pièce di Éric-Emmanuel Schmitt andata in scena a Parigi nel settembre 1993 e premiata con tre Molière nel 1994. Racconta una notte nello studio di Sigmund Freud, nella Vienna occupata dai nazisti, quando un misterioso sconosciuto entra dalla finestra e afferma di essere Dio. È un testo breve, intenso e spesso divertente, molto amato da chi vuole portare in scena un confronto di idee.

Trama di Il visitatore

Vienna, aprile 1938. Da poche settimane l'Austria è stata annessa alla Germania nazista e le persecuzioni contro gli ebrei sono cominciate. Nel suo studio al numero 19 della Berggasse, Sigmund Freud, anziano e malato, aspetta con angoscia notizie della figlia Anna, portata via dalla Gestapo per un interrogatorio.

Nella casa irrompe un ufficiale nazista, arrogante e avido, che vuole approfittare della situazione. Freud deve fare i conti con la sua prepotenza, sapendo che dalla sorte della figlia dipende tutto: la tensione è altissima e la minaccia è concreta. Quando l'ufficiale si allontana e Freud rimane solo, qualcosa di inspiegabile accade.

Dalla finestra entra un uomo elegante, vestito come un dandy, che sembra conoscere tutto di Freud: i ricordi d'infanzia, i pensieri più segreti, le parole mai dette. Con calma disarmante dichiara di essere Dio. Freud, ateo convinto e padre della psicoanalisi, reagisce come farebbe con un paziente: lo osserva, lo interroga, cerca di smascherarlo.

Comincia così un duello verbale serrato. È un pazzo fuggito da un manicomio? Un abile truffatore? Un'allucinazione nata dalla paura e dalla stanchezza? Oppure è davvero chi dice di essere? Ogni ipotesi sembra reggere per un momento e poi vacillare, mentre la conversazione passa dall'ironia più brillante alle domande più dolorose sul male e sulla sofferenza.

Sul dialogo pesa continuamente la realtà esterna: l'ufficiale nazista che può tornare, la sorte di Anna, la scelta se lasciare o no Vienna. Il visitatore non offre risposte comode, e Freud è costretto a guardare dentro di sé più di quanto abbia mai fatto con i suoi pazienti.

Schmitt lascia volutamente aperta la domanda centrale. Il finale non scioglie il mistero dell'identità del visitatore e affida al pubblico, come a Freud, la scelta di che cosa credere.

I personaggi

Sigmund Freud
Il fondatore della psicoanalisi, anziano e malato, ateo e razionalista. Nella notte del 1938 è un padre in ansia per la figlia e un uomo messo di fronte ai limiti della propria ragione.
Il visitatore
Uno sconosciuto elegante e imprevedibile che entra dalla finestra e sostiene di essere Dio. Ironico, affascinante, a tratti fragile: la sua identità resta il grande enigma della pièce.
Anna Freud
La figlia di Sigmund, anche lei psicoanalista. Fermata dalla Gestapo, rappresenta il pericolo reale che incombe sulla famiglia e il legame affettivo che tiene Freud ancorato al presente.
L'ufficiale nazista
Un membro del regime brutale e opportunista. È la voce della violenza della storia, che irrompe nello studio e ricorda a tutti che il male non è soltanto un'idea filosofica.

I temi

Fede e ragione

Il cuore della pièce è l'incontro tra l'uomo che ha spiegato la religione come un bisogno psicologico e qualcuno che si presenta come Dio. Schmitt non sceglie un vincitore: mette a confronto due visioni del mondo e lascia che lo spettatore resti con le sue domande.

Il problema del male

Se Dio esiste, perché permette il nazismo e la sofferenza degli innocenti? Il testo affronta la domanda classica della teodicea proprio nel momento storico in cui il male si sta manifestando nella forma più terribile.

La libertà umana

Il visitatore suggerisce che la libertà concessa agli esseri umani comporti anche la responsabilità del male che compiono. È un tema che collega il dialogo filosofico alle scelte concrete dei personaggi.

Il dubbio come esperienza teatrale

L'ambiguità sull'identità del visitatore è anche un meccanismo di scena: il pubblico cambia opinione più volte, esattamente come Freud, e diventa parte attiva dell'indagine.

Il Visitatore, foto di scena (1)

Come l'abbiamo messa in scena

La Compagnia Beolco Ruzzante ha messo in scena Il visitatore di Éric-Emmanuel Schmitt a chiusura della stagione 2016/2017, presentandolo come una commedia “filosofica”. Nicola Stefani interpretava Sigmund Freud e Andrea Stefani il visitatore, con Marta Raffaelli nel ruolo di Anna Freud e Tommaso Bruno in quello dell'ufficiale della Gestapo. Lo spettacolo lasciava al pubblico, come a Freud, la scelta su chi fosse davvero il misterioso ospite. In seguito la compagnia ha proposto un remake totalmente rinnovato dello stesso spettacolo, intitolato Berggasse 19, con la regia di Nicola Stefani e Claudia Andreozzi.

Regia: Nicola Stefani e Federico Pavan

La scheda dello spettacolo

Consigli per metterla in scena

  1. 1Con quattro personaggi e una sola ambientazione è un testo ideale per un gruppo piccolo: potete puntare tutto sulla qualità della recitazione e sulla relazione tra Freud e il visitatore.
  2. 2Lavorate molto sui due protagonisti in coppia: il ritmo del dialogo, i silenzi e i cambi di tono tra ironia e dramma sono ciò che tiene il pubblico con il fiato sospeso.
  3. 3Non risolvete il mistero in scena: costumi, movimenti e luci del visitatore devono lasciare aperte tutte le ipotesi (pazzo, truffatore, sogno, Dio).
  4. 4Uno studio borghese viennese si può evocare con pochi elementi: una scrivania, una poltrona, libri e una finestra ben visibile, che diventa un punto chiave della messa in scena.
  5. 5Prima di iniziare le prove, verificate i diritti di rappresentazione e la traduzione italiana che intendete utilizzare.

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Domande frequenti

Chi ha scritto Il visitatore?

Il visitatore è stato scritto dal drammaturgo e romanziere francese Éric-Emmanuel Schmitt. Il titolo originale è Le Visiteur e la pièce ha debuttato a Parigi nel 1993.

Di cosa parla Il visitatore?

Nella Vienna occupata dai nazisti, nel 1938, Sigmund Freud riceve la visita notturna di uno sconosciuto che afferma di essere Dio. Tra i due nasce un confronto su fede, ragione, male e libertà, mentre la figlia Anna è nelle mani della Gestapo.

Chi è davvero il visitatore?

Schmitt non lo dice. Il testo suggerisce diverse possibilità, dal pazzo al truffatore fino a Dio stesso, e lascia la risposta allo spettatore.

Quanti attori servono per Il visitatore?

I personaggi sono quattro: Freud, il visitatore, Anna Freud e un ufficiale nazista. È quindi adatto a gruppi piccoli o a compagnie che vogliono valorizzare pochi interpreti.

Quanti premi ha vinto Il visitatore?

Nel 1994 ha ottenuto tre premi Molière: miglior autore, rivelazione teatrale e miglior spettacolo.

Fonti
  • https://fr.wikipedia.org/wiki/Le_Visiteur_(Schmitt)
  • https://en.wikipedia.org/wiki/The_Visitor_(play)
  • https://www.eric-emmanuel-schmitt.com/Theatre-le-visiteur.html
  • https://www.freud-museum.at/
  • Archivio ruzzante.eu, pagine produzione Il visitatore e Berggasse 19 (via Wayback Machine)

La storia continua con Alchèmia

Molti di noi sono ancora in scena. Dal percorso della Compagnia Ruzzante è nata Alchèmia, associazione culturale di Padova: spettacoli, laboratori e nuove produzioni.

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